Il Comune di Tavullia, a cavallo tra le valli del Foglia e del Tavollo, riserva alcuni degli scorci più belli, tra mare e montagna, della collina marchigiana.
Seguendo la Strada che da Babbucce supera Tavullia e raggiunge Belvedere, si attraversano due vallate che costituiscono il territorio comunale, un comodo itinerario nel tipico paesaggio agrario delle Marche.
Campi coltivati, vegetazione ripariale intorno a fossi e canali, case disseminate lungo la via panoramica, torri e paesi appollaiati sui poggi.
In primavera è un fiorire di colori con ciclamini, viole, primule, biancospini, caprifogli, sambuchi neri e ranuncoli. Qui dimorano anche alcune specie di orchidee selvatiche introvabili a quote basse.
Chi ha la pazienza di osservare e di ascoltare può vedere volteggiare il gheppio e la poiana, può udire il ticchettio del picchio verde, il richiamo del cuculo e il verso d’amore dell’upupa.
Da qualche tempo sono tornati ad abitare la valle anche l’istrice e la volpe.
Oltre allo sguardo del turista, il territorio comunale cattura anche l’interesse del geologo e del naturalista.
Sul rilievo di Monteluro si possono trovare ciottoli di origine eruttiva e fossili del Pliocene.
Di rilievo paleontologico anche la Valmala, che brilla soprattutto per il suo valore naturalistico. Popolarmente noto come “Foss del gnocc”, dal nomignolo affibbiato a un suo vecchio abitante, il solco scavato tra le colline del torrente Molinacci, che si può risalire da Rio Salso a Mondaino, è un esempio di riconquista da parte della natura di un luogo di un tempo antropizzato.
Per chi ama fare quattro passi nella natura, è interessante anche il percorso che da San Martino in Foglia si snoda lungo il fiume, passa per un vecchio molino e , dopo aver attraversato la strada provinciale, si inerpica fino sotto le mura di Belvedere Fogliense scoprendo lungo il tragitto una fonte di acqua sulfurea.
La vecchia strada che da Case Bernardi conduce a Padiglione si può percorrere in bici o a cavallo.
Nei calanchi che arrivano a ridosso della strada dimorano alcune coppie di albanelli minori, rapace salvato dall’estinzione. Al crepuscolo si possono notare anche i caprioli.





