Da Tavullia a Frasassi passando per i castelli di Arcevia: la mia esperienza

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Da Tavullia a Frasassi passando per i castelli di Arcevia: la mia esperienza

Dopo aver “scavalcato” la valle del fiume Foglia e del Metauro, percorriamo la Ss 73 bis.                   Da lontano scorgiamo le mura trecentesche di Corinaldo che racchiudono il borgo d’impronta decisamente medievale.

Dopo una visita al centro storico e uscendo dal centro abitato ci siamo immersi nella campagna con l’intenzione di visitare alcune aziende che producono prodotti tipici della nostra regione.

Lungo il percorso facciamo una deviazione per visitare l’Azienda Vinicola Santa Barbara di Stefano Antonucci.

Ritorniamo sui nostri passi e raggiungiamo Nidastore, poi Loretello e Piticchio.

Dei 9 castelli del territorio di Arcevia il più affascinante è probabilmente Loretello. Un pugno di case, i camminamenti lungo le mura esterne, due torri e la porta che un tempo era dotata di ponte levatoio sono, insieme al ponte che rappresenta uno degli ingressi al piccolo borgo, gli elementi essenziali di questo gioiellino.

Una calamita irresistibile per chi cerca un angolo romantico con un belvedere straordinario! L’happy ending perfetto è stato un calice di vino accompagnato con un tagliere di salumi e affettati locali al Mangiamarche, il localino caratteristico che ha coniato la definizione perfetta per Lorello: “Il castello dell’amore“.

Dopo una sosta rigenerante proseguiamo per Arcevia.

Il borgo è racchiuso all’interno di mura castellane e il ponte levatoio richiama epoche passate in cui è stata teatro di cruenti scontri tra guelfi e ghibellini per non parlare delle battaglie tra i Malatesta e lo Stato della Chiesa.

Oggi questo paese di poche migliaia di abitanti è l’emblema della pace e della tranquillità, sensazioni che potete provare semplicemente perdendo il vostro sguardo nel verde paesaggio circostante.

Raggiungere le grotte di Frasassi, uno dei tanti luoghi in cui l’unica cosa che ti viene da pensare è che la natura è veramente in grado di fare cose straordinarie, è stato un attimo!

Noi abbiamo proseguito oltre perché avevamo visitato già le grotte, ma una visita è assolutamente da programmare!

Non vi diremo cosa indossare per visitarle, il tutto è perfettamente riportato sul sito internet ufficiale.

A due passi dall’ingresso delle Grotte di Frasassi ci siamo fermati in una piazzola di sosta sulla riva del fiume Sentino dalla quale inizia un sentiero in salita che porta al Santuario della Madonna di Frasassi.

Quello che ci troviamo davanti alla conclusione della scarpinata è una visione a cui gli occhi stentano a credere: una chiesetta ottagonale che sembra incastrata sotto il soffitto di un’ampia grotta! Affascinante, stupefacente, sbalorditivo… cos’altro aggiungere che già le immagini non dicano?                      

Accanto, meno vistoso ma ugualmente carismatico, c’è l’Eremo di Santa Maria Intra Saxa, per lungo tempo monastero di clausura femminile.

Ripresa la moto abbiamo continuato il nostro tour e siamo giunti alla frazione di San Vittore delle Chiuse, così chiamato perché stretto o per meglio dire “chiuso” dalle montagne di Frasassi!  Qui si trova una bellissima abbazia romanica, uno dei quei classici posti che ti fanno balzare indietro al Medioevo.                 

Di fianco abbiamo visitato il piccolo museo speleologico-archeologico che vanta diversi reperti fossili e racconta la storia geologica del Parco.

Con la voglia di continuare il nostro viaggio ma con il proposito di ritornare presto in questi luoghi così speciali, abbiamo intrapreso la strada del ritorno passando per bellissime località come Serra Sant’Abbondio, Frontone, Cagli, Urbino

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